Dalle provocazioni che diventano realtà sui social alle guerre che tornano a bussare alle porte dell’Europa, dal controllo delle risorse alle crisi energetiche, fino al costo del gasolio, dei fertilizzanti e della produzione agricola. Sono mondi solo apparentemente lontani, in realtà raccontano tutti la stessa storia, quella di un equilibrio sempre più fragile, nel quale le grandi decisioni geopolitiche finiscono per arrivare fino alla tavola, alle imprese, alle famiglie e ai territori.
FORUM. È questo il filo conduttore che ha attraversato la prima giornata del 5° Forum dell’Agricoltura di Coldiretti Sardegna, a Villasimius, dedicato a “Il peso della realtà – Cibo, risorse, potere e nuove fragilità”. Un Forum che ha messo a confronto mondi diversi tra istituzioni, politica, economia, società civile, università, informazione, mondo militare e religioso, per provare a offrire strumenti su come sta andando il mondo e, soprattutto, su come le grandi trasformazioni finiscano per incidere sulla vita concreta delle persone e sul futuro dei territori.
COLDIRETTI. "Abbiamo scelto di mettere intorno allo stesso tavolo competenze e punti di vista diversi sulla lettura delle grandi trasformazioni in atto e su ciò che sta accadendo nel mondo - sottolineano il presidente e direttore di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu e Luca Saba - serve creare consapevolezza sul sistema internazionale e su come questo incida sulle nostre aziende e nel quotidiano. Non vogliamo fermarci a una analisi superficiale ma contribuire a costruire proposte e strumenti che aiutino le imprese ad affrontare una situazione difficile e a mantenere la propria competitività”.
I TEMI. Punti di riflessione e confronto partiti dal primo panel che ha affrontato la capacità di informazione e comunicazione di costruire la percezione della realtà, partendo dalla domanda “Quello che ci raccontiamo diventa verità?”. Social, algoritmi e intelligenza artificiale hanno cambiato il modo in cui si formano opinioni e consenso, rendendo più sottile il confine tra fatti, interpretazioni e costruzioni artificiali in un confronto tra il docente dll’Università di Cagliari e semiolofo Franciscu Sedda, il professor Mario Pireddu, il presidente dell’Istituto Ixè, Roberto Weber e i giornalisti di Videolina, Nicola Scano e de La Nuova Sardegna, Giuseppe Centore. Nei loro interventi hanno messo in evidenza proprio il rapporto tra informazione, percezione e decisioni.
Il secondo confronto ha portato il Forum sul terreno della pace e della guerra, interrogandosi sul rapporto tra sicurezza, deterrenza, riarmo e diplomazia. Con il titolo “Si vis pace para bellumore?” Il panel ha posto diverse domande, se per prepararsi al conflitto serve davvero a scongiurarlo? E quanto costa, in termini economici e sociali, spostare risorse verso la sicurezza? Una riflessione che ha coinvolto competenze diverse, tra cui quella istituzionale, militare e quella religiosa, con l’intervento di Antonello Cabras, vice presidente del Consiglio di amministrazione di Bper banca, di don Gianni Soro, parroco di Villasimius, il capitano di vascello Fabio Cima. Alla fine la chiusura ha portato a cambiare il titolo in “Si Vis pace para pace” come elemento di sintesi el pensiero emerso.
Ma dal tema della sicurezza a quello delle nuove fragilità di cibo, energia e clima, il passaggio è stato naturale. E da qui l’altra domanda, se una crisi internazionale può far aumentare il costo dell’energia e dei fertilizzanti e interrompere le catene di approvvigionamento oltre che arrivare fino al prezzo del cibo. Allo stesso modo, siccità e cambiamenti climatici mettono sotto pressione acqua, produzioni e territori. A discutere di questi temi la politica con il parlamentare del Partito Democratico, Silvio Lai e il consigliere regionale di Sardegna al Centro 20 Venti, Alberto Urpi. È qui che le grandi dinamiche globali diventano immediatamente una questione sarda.
AGRICOLTURA. Nel corso del Forum l’assessore regionale dell’Agricoltura Francesco Agus ha fatto il punto sulle risposte ai rincari, dal taglio nazionale del 20% sul gasolio agricolo ai 25 milioni di euro messi in campo dalla Regione per sostenere le aziende dopo i rincari, fino ai 137 milioni di euro della riserva europea per la crisi destinati a compensare l’aumento dei costi dei fertilizzanti. Sono interventi che - ricorda Coldiretti - devono tradursi in un obiettivo preciso: restituire competitività alle imprese agricole. Ma la sfida non è soltanto reagire alle emergenze. "I cambiamenti climatici sono una delle nuove fragilità e dobbiamo ragionare sulla prevenzione, non soltanto arrivare dopo con i danni e i ristori”, sottolinea Cualbu. "Servono opere pubbliche per mettere in sicurezza i territori, ma anche accompagnare le aziende nell’adattamento, fino alla possibilità di modificare colture e sistemi produttivi”.
Infine, il Forum è tornato alla Sardegna con la domanda “Che Sardegna stiamo costruendo?”. Acqua, energia, sanità, trasporti, lavoro, giovani e aree interne sono questioni che si intrecciano e impongono scelte. A confrontarsi i vertici Coldiretti Sardegna con la presidente della Regione, Alessandra Todde. Una chiusura di giornata che ha tracciato la traiettoria per capire il mondo per riuscire a governarne gli effetti sul territorio. Non solo analisi, dunque, ma consapevolezza e proposta. Perché, come ha ribadito il direttore Saba, le imprese devono avere strumenti per “tenere duro” in una fase difficile e trasformare le risposte sui costi in nuova competitività. È questo, in fondo, il peso della realtà che il Forum ha provato a misurare: quello delle crisi che arrivano da lontano, ma anche quello delle decisioni che possono fare la differenza quando arrivano fino alle aziende e alle comunità.